Il Muro Portante: Analisi di Lucio Caracciolo e Dario Fabbri sull'Europa 30 Anni Dopo la Guerra Fredda 🇪🇺
Scopri il dibattito tra Lucio Caracciolo e Dario Fabbri sullo stato attuale dell'Europa, trent'anni dopo la fine della Guerra Fredda, e le sfide future.

Palazzo Ducale
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15 novembre
Lucio Caracciolo, Dario Fabbri,
Il muro portante. L’Europa trent’anni dopo la fine della Guerra Fredda
Lucio Caracciolo e Dario Fabbri presentano il nuovo numero di Limes, dedicato ai trent’anni dal crollo del muro di Berlino e della cortina di ferro.
Ma com’era il mondo prima? Era il mondo della Guerra Fredda e di una peculiare forma di pace europea, concordata tra le due potenze – USA e URSS – che ne occupavano le due metà , rispettivamente quella occidentale e quella orientale. Due super potenze che erano anche due super nemici, ma che in realtà si intendevano abbastanza: era una spartizione conveniente per entrambi, e che dava, grazie al cosiddetto ombrello atomico e alla mutua distruzione assicurata, un orizzonte di pace e di progettualità , sia a loro sia agli alleati europei.
Poi, la sera del 9 novembre 1989 tutto è cambiato: dopo la fine dell’URSS, negli anni successivi al crollo, l’America ha progressivamente allargato il proprio spazio, occupando zone che erano dell’Impero sovietico, e la Russia, dal punto di vista territoriale, si trova oggi in condizioni di notevole svantaggio.
Trent’anni dopo il crollo, oggi l’Europa è a predominanza americana, e si presenta come la posta in gioco fondamentale nello scacchiere internazionale, e ha sostituito al vecchio muro e alla vecchia cortina nuovi muri e nuove cortine. Muri diversi, accidentati, penetrabili e mobili, che hanno reso quello che una volta era un continente unito dalla sua divisione, un campo di esercitazioni geopolitiche, che speriamo restino sempre al di sotto del grado bellico.
In collaborazione con Limes, rivista italiana di geopolitica.
Lucio Caracciolo, Dario Fabbri,
Il muro portante. L’Europa trent’anni dopo la fine della Guerra Fredda
Lucio Caracciolo e Dario Fabbri presentano il nuovo numero di Limes, dedicato ai trent’anni dal crollo del muro di Berlino e della cortina di ferro.
Ma com’era il mondo prima? Era il mondo della Guerra Fredda e di una peculiare forma di pace europea, concordata tra le due potenze – USA e URSS – che ne occupavano le due metà , rispettivamente quella occidentale e quella orientale. Due super potenze che erano anche due super nemici, ma che in realtà si intendevano abbastanza: era una spartizione conveniente per entrambi, e che dava, grazie al cosiddetto ombrello atomico e alla mutua distruzione assicurata, un orizzonte di pace e di progettualità , sia a loro sia agli alleati europei.
Poi, la sera del 9 novembre 1989 tutto è cambiato: dopo la fine dell’URSS, negli anni successivi al crollo, l’America ha progressivamente allargato il proprio spazio, occupando zone che erano dell’Impero sovietico, e la Russia, dal punto di vista territoriale, si trova oggi in condizioni di notevole svantaggio.
Trent’anni dopo il crollo, oggi l’Europa è a predominanza americana, e si presenta come la posta in gioco fondamentale nello scacchiere internazionale, e ha sostituito al vecchio muro e alla vecchia cortina nuovi muri e nuove cortine. Muri diversi, accidentati, penetrabili e mobili, che hanno reso quello che una volta era un continente unito dalla sua divisione, un campo di esercitazioni geopolitiche, che speriamo restino sempre al di sotto del grado bellico.
In collaborazione con Limes, rivista italiana di geopolitica.
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01:32:55
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Nov 21, 2019
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