COME EDWARD MANI DI FORBICE (IT) Commento al Vangelo della Domenica 28/4/2024. V Dom di Pasqua B
COME EDWARD MANI DI FORBICE (IT) Commento al Vangelo della Domenica 28/4/2024. V Dom di Pasqua B Gv 15,1-8 (Io sono la vite e voi i tralci) - Immagine di...

Ezio Lorenzo Bono
105 views • Apr 24, 2024

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COME EDWARD MANI DI FORBICE (IT) Commento al Vangelo della Domenica 28/4/2024. V Dom di Pasqua B
Gv 15,1-8 (Io sono la vite e voi i tralci)
- Immagine di fondo: Edward mani di forbice
- Musica d fondo: Ice Dance - Tim Burton's Edward Scissorhands [HD Piano Cover]
TESTO DEL VIDEO
I.
Quarant’anni fa, quando ero poco più di un ventenne, uscì l’ultimo dei capolavori dei Pink Floyd, “The Final Cut”. Era il 1983 e quella era la mia band preferita, avevo tutti i loro dischi e certamente quello fu uno dei gruppi musicali più grandi della storia del rock. Non era chiaro che cosa volessero intendere con quel “Taglio finale”, forse la fine del gruppo (anche se in seguito uscirono altre musiche loro), o più probabilmente la decisione del protagonista del brano che, in preda al dolore e alla disperazione, pensa di suicidarsi per mettere fine alla sofferenza. Proprio quando sta per suicidarsi arriva una telefonata (il cui contenuto non viene svelato) che cambia tutto ed egli desiste dal dare il “taglio finale” alla propria vita. Roger Waters che è il vero autore dell’album (anche se suonato dai Pink Floyd), sembra voler comunicare che quando tutto sembra finito e ci sentiamo sopraffatti dal dolore, avviene qualcosa di inaspettato che cambia la vita.
Quarant’anni prima, e quindi negli anni quaranta, alla ribalta del mondo dell’arte contemporanea era apparso un nuovo artista con un’innovazione originale con la quale sfidava le convenzioni artistiche del tempo e con le sue tele stimolava una nuova percezione tridimensionale dello spazio e della materia. Si trattava dell’italo-argentino Lucio Fontana con i suoi famosi tagli sulle tele con i quali voleva rompere la superficie tradizionale e esplorare lo spazio e il vuoto fondando così il movimento artistico conosciuto come "Spazialismo", che proponeva appunto una nuova concezione dello spazio nell'arte. Con i suoi tagli fatti con un semplice taglierino, il nostro artista intendeva esplorare le dimensioni fisiche e metafisiche dello spazio, invitando gli spettatori a riflettere sulla loro relazione con l'universo circostante. In questo modo dava un taglio al modo tradizionale di concepire l’arte. Lo stesso Fontana parlava della sua arte come di un'innovazione radicale e come un tentativo di portare l'arte contemporanea verso nuovi orizzonti espressivi e concettuali. Molti fin da subito lo hanno deriso per le sue tele tagliate (chissà quanti hanno pensato: sono capace anch’io di tagliare una tela col taglierino) eppure ancora recentemente in un’asta i suoi “tagli sulle tele” sono stati venduti per milioni di euro.
II.
Anche il Vangelo di oggi ci parla di tagli, come ci dice Gesù “il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto”. I tagli del Padre agricoltore, non sono tagli per porre fine a qualcosa ma per ricominciare, sono tagli “terapeutici”, e cioè tagli necessari per ridare vita, per produrre frutti migliori.
[...]
III.
In conclusione.
Come abbiamo visto ci sono tagli e tagli: ci sono tagli buoni che danno vita come tagliare le relazioni tossiche, le abitudini nocive (i vizi), stress, cose inutili, un passato che non serve più, tagliare i tradimenti, le infedeltà nei confronti delle persone che ci vogliono bene, tagliare la doppia vita. Sono tagli buoni anche se possono far male all’inizio, come i tagli del chirurgo o di un giardiniere. E poi ci sono tagli cattivi che uccidono, tagliano o meglio tolgono la vita, come il tagliare la gola o le vene, o i tagli autolesionisti e autodistruttivi, o quelli di chi si taglia fuori dal mondo e dalle relazioni con gli altri (come i giovani hikikomori o le persone che si autoisolano), i tagli di chi taglia fuori gli altri dalla propria vita.
I tagli di cui ci parla il Vangelo oggi sono tagli buoni, tagli terapeutici che solo possono migliorare la nostra vita. Abbiamo il coraggio di individuare tutto ciò che dobbiamo tagliare e quindi decidiamo (e cioè tagliamo) una volta per tutte.
Forse i nostri tagli non varranno milioni di euro come quelli di Lucio Fontana, né come i “final cut” dei Pink Floyd che nella loro carriera hanno venduto più di 250 milioni di dischi, ma potremo fare come Edward mani di forbici, che ha saputo fare dei veri capolavori con i suoi tagli. Anche noi tagliando ciò che bisogna eliminare e potando ciò che bisogna vivificare possiamo fare della nostra vita un’opera d’arte. Noi non siamo responsabili dell’incipit del romanzo della nostra vita, lo siamo però della sua trama e del suo finale.
_________
I video (in italiano, portoghese e inglese) dei miei commenti al Vangelo della Domenica li potete trovare sulla mia Pagina Facebook, sul mio canale Youtube o sul mio canale Whatsapp. I testi dei commenti tradotti in inglese e portoghese li potete trovare sulla mia WebPage - Meditazioni
Gv 15,1-8 (Io sono la vite e voi i tralci)
- Immagine di fondo: Edward mani di forbice
- Musica d fondo: Ice Dance - Tim Burton's Edward Scissorhands [HD Piano Cover]
TESTO DEL VIDEO
I.
Quarant’anni fa, quando ero poco più di un ventenne, uscì l’ultimo dei capolavori dei Pink Floyd, “The Final Cut”. Era il 1983 e quella era la mia band preferita, avevo tutti i loro dischi e certamente quello fu uno dei gruppi musicali più grandi della storia del rock. Non era chiaro che cosa volessero intendere con quel “Taglio finale”, forse la fine del gruppo (anche se in seguito uscirono altre musiche loro), o più probabilmente la decisione del protagonista del brano che, in preda al dolore e alla disperazione, pensa di suicidarsi per mettere fine alla sofferenza. Proprio quando sta per suicidarsi arriva una telefonata (il cui contenuto non viene svelato) che cambia tutto ed egli desiste dal dare il “taglio finale” alla propria vita. Roger Waters che è il vero autore dell’album (anche se suonato dai Pink Floyd), sembra voler comunicare che quando tutto sembra finito e ci sentiamo sopraffatti dal dolore, avviene qualcosa di inaspettato che cambia la vita.
Quarant’anni prima, e quindi negli anni quaranta, alla ribalta del mondo dell’arte contemporanea era apparso un nuovo artista con un’innovazione originale con la quale sfidava le convenzioni artistiche del tempo e con le sue tele stimolava una nuova percezione tridimensionale dello spazio e della materia. Si trattava dell’italo-argentino Lucio Fontana con i suoi famosi tagli sulle tele con i quali voleva rompere la superficie tradizionale e esplorare lo spazio e il vuoto fondando così il movimento artistico conosciuto come "Spazialismo", che proponeva appunto una nuova concezione dello spazio nell'arte. Con i suoi tagli fatti con un semplice taglierino, il nostro artista intendeva esplorare le dimensioni fisiche e metafisiche dello spazio, invitando gli spettatori a riflettere sulla loro relazione con l'universo circostante. In questo modo dava un taglio al modo tradizionale di concepire l’arte. Lo stesso Fontana parlava della sua arte come di un'innovazione radicale e come un tentativo di portare l'arte contemporanea verso nuovi orizzonti espressivi e concettuali. Molti fin da subito lo hanno deriso per le sue tele tagliate (chissà quanti hanno pensato: sono capace anch’io di tagliare una tela col taglierino) eppure ancora recentemente in un’asta i suoi “tagli sulle tele” sono stati venduti per milioni di euro.
II.
Anche il Vangelo di oggi ci parla di tagli, come ci dice Gesù “il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto”. I tagli del Padre agricoltore, non sono tagli per porre fine a qualcosa ma per ricominciare, sono tagli “terapeutici”, e cioè tagli necessari per ridare vita, per produrre frutti migliori.
[...]
III.
In conclusione.
Come abbiamo visto ci sono tagli e tagli: ci sono tagli buoni che danno vita come tagliare le relazioni tossiche, le abitudini nocive (i vizi), stress, cose inutili, un passato che non serve più, tagliare i tradimenti, le infedeltà nei confronti delle persone che ci vogliono bene, tagliare la doppia vita. Sono tagli buoni anche se possono far male all’inizio, come i tagli del chirurgo o di un giardiniere. E poi ci sono tagli cattivi che uccidono, tagliano o meglio tolgono la vita, come il tagliare la gola o le vene, o i tagli autolesionisti e autodistruttivi, o quelli di chi si taglia fuori dal mondo e dalle relazioni con gli altri (come i giovani hikikomori o le persone che si autoisolano), i tagli di chi taglia fuori gli altri dalla propria vita.
I tagli di cui ci parla il Vangelo oggi sono tagli buoni, tagli terapeutici che solo possono migliorare la nostra vita. Abbiamo il coraggio di individuare tutto ciò che dobbiamo tagliare e quindi decidiamo (e cioè tagliamo) una volta per tutte.
Forse i nostri tagli non varranno milioni di euro come quelli di Lucio Fontana, né come i “final cut” dei Pink Floyd che nella loro carriera hanno venduto più di 250 milioni di dischi, ma potremo fare come Edward mani di forbici, che ha saputo fare dei veri capolavori con i suoi tagli. Anche noi tagliando ciò che bisogna eliminare e potando ciò che bisogna vivificare possiamo fare della nostra vita un’opera d’arte. Noi non siamo responsabili dell’incipit del romanzo della nostra vita, lo siamo però della sua trama e del suo finale.
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Duration
9:17
Published
Apr 24, 2024
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